L’entroterra del Cilento: alla scoperta delle grotte cilentane L’entroterra del Cilento: alla scoperta delle grotte cilentane
La parte interna del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (recentemente ascritto alla rete dei Geoparchi) si caratterizza, oltre che per... L’entroterra del Cilento: alla scoperta delle grotte cilentane

La parte interna del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (recentemente ascritto alla rete dei Geoparchi) si caratterizza, oltre che per uno scenario naturale e paesaggistico tra i più suggestivi al mondo, anche per un altro aspetto singolare ed affascinante allo stesso tempo: ogni grotta è contraddistinta dalla presenza di un fiume che l’attraversa, contribuendo a conferire all’intero scenario una nota in più di fascino e suggestione.
E così troviamo il Bussento a Morigerati, il Tanagro a Pertosa – Auletta e il Calore a Castelcivita.
Le tre grotte sono collocate lungo la dorsale appenninica del parco e raccontano, ciascuna con peculiarità proprie, la storia e la geologia dei luoghi, testimoniando la presenza umana sin da tempi remotissimi.
Le Grotte di Castelcivita e il fiume Calore
Situata alle pendici meridionali del Monti Alburni, Castelcivita è una ridente cittadina che domina la valle del fiume Calore. Quest’ultimo, lungo 62 km, è uno dei corsi d’acqua più importanti del Sud Italia. Lungo il suo corso, numerose sorgenti creano dei piccoli gayser, creando uno spettacolo raro ed affascinante.
Le sue grotte costituiscono, con un totale di circa 4.800 metri di lunghezza, uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia Meridionale.

grotte di castelcivita cilento

Il sistema di cavità sotterranee si apre a 94 m di altitudine, tra le rive del fiume Calore, , mostrando da subito uno scenario suggestivo, fatto di gallerie, ampi spazi e strettoie.
Il sistema ipogeo si presenta suddiviso in tre percorsi: da un percorso turistico (1.200 metri) si passa ad un percorso fuori sentiero (turistico amatoriale di 3.000 metri) e poi ad un terzo, riservato ai soli speleologi, che termina con un lago, detto “Terminale”.
Alla fine degli anni ’70 le Grotte di Castelcivita hanno acquistato una notevole rilevanza paleontologica grazie alla localizzazione di interessanti depositi archeologici, risalenti a circa quarantamila anni fa.

Le Grotte di Pertosa – Auletta e il fiume Tanagro
Il complesso ipogeo delle Grotte di Pertosa – Auletta si snoda per una lunghezza di circa tremila metri, sospesi tra cielo, terra e acqua, in un’alternanza suggestiva ed emozionante.
Le Grotte recano segni evidenti dell’ininterrotta presenza umana fin dall’età del bronzo, nonché un complesso di palafitte risalenti al Medio Bronzo unico in Europa e al quale è dedicato il Museo MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente.
L’intero complesso è attraversato dal fiume Tanagro che nasce sotto forma di semplice torrente e, ingrossandosi lungo il suo corso, percorre tutto il Vallo di Diano.

La Grotta di Morigerati e il fiume Bussento
L’ Oasi WWF “Grotte del Bussento” è una splendida area protetta dal 1995, di circa 600 ettari, in cui si può passeggiare in una natura incontaminata, attraverso un facile sentiero che dal centro di Morigerati conduce alla grotta. Qui il fiume Bussento ritorna a scorrere in superficie dopo aver percorso circa 4 km sottoterra.
L’ambiente circostante è davvero suggestivo: la valle di Morigerati, infatti, non è solo i prodotto dell’erosione di un fiume, ma anche ciò che resta di una grotta a cui è crollata la volta molti milioni di anni fa.
Di grande fascino è l’ingresso alla grotta: un portale alto 20 metri e largo 10. Si accede scendendo una scala scavata nel calcare e, attraverso un ponte di legno, si oltrepassa il fiume, le cui acque scorgano dalla roccia sottostante.

Ancora nessun commento.

Scrivi il primo commento.

Your email address will not be published. Required fields are marked *